Pubblicato da Luca Mereu il 1 giugno 2011
"Nel 2005 l’impegno politico di Renato Soru fu preso con ironia dai progressisti locali ma vinse in maniera inaspettata. Ci sono voluti quattro anni perché a Mister Tiscali si facesse ripagare quello smacco. Pensare un territorio verde, un paesaggio sostenibile, un punto di vista alternativo, un ripensamento in merito ai diritti e ai doveri fuori dalle logiche trasversalissime di questa città significa ricompattare le truppe di coloro che vogliono continuare a rendere Cagliari un immenso spazio da cementificare, un laboratorio costante di economia di sussistenza per alcuni, un bengodi per i soliti noti. A Destra, a Sinistra, al Centro, in Parrocchia. Chi ha dovuto appoggiare obtorto collo al primo turno, quell’incredibile ragazzino che vuol fare il gioco degli adulti, potrebbe spostarsi, o astenersi, al secondo turno. Potrebbe cioè essere accaduto che l’appoggio all’outsider non sia stato nient’altro che il tentativo di acquistare crediti dimostrando di essere indispensabili" (frammenti di Marcello Fois su Sardegna Democratica del 18.05.2011).
Alzi la mano chi di noi non è così convinto che certa letteratura e certo giornalismo sardo d'oggi - tranne poche ma significative eccezioni - siano fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni.
Sapete, la vecchia storia dell'intellettuale capace di aprire squarci sul futuro per meglio decodificarlo e quindi ammaestrarlo.
O del pensatore che mette alla gogna i vizi e i peccati dell'italiano medio (o in questo caso del sardo) per evitare di fare gli stessi errori mentre si guarda allo specchio. Alcune volte rimirandosi.
Se prendiamo per buono quello che ha scritto il buon Fois credo che per lui sia stato un notevole smacco aver appurato che dopo le comunali di Cagliari e la vittoria del giovane Zedda non ci sia stato nessun Termidoro dalle parti progressiste e riformiste. Dalle parti di quel brutto container di materiale da maneggiare con cura chiamato Partito Democratico Sardo.
Nessun bagno di sangue, dunque.
Nemmeno un ginocchio sbucciato.
Nessun gerarca impiccato testa in giù.
Nessun Silvio Lai ghigliottinato e nessun Siro Marroccu ostracizzato e allontanato da via Emilia.
Nessun Antonello Cabras linciato in piazza del Carmine e tanto meno un Paolo Fadda rapato a zero.
Anche se proprio non ce li vedo mentre pensano a un territorio verde ed ecostenibile mi pare abbiano superato brillantemente le prove tecniche di affidabilità, dice lui.
Ma son sicuro che Marcello Fois saprà, con la solita maestria affabulatoria, instillarci tutti i dubbi del Caso che diverrà così lo pseudonimo di Renato Soru quando non vuole firmarsi.
E poichè conosciamo bene certi intellettuali sardi sappiamo già in anticipo - noi che, a forza di praticarlo, la sappiamo lunga sul futuro prossimo che sapra' annoiarci - che tutto quello che scrivono diventa autoritratto.
O il ritratto di terzi